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Pericoli all’italiana

10 Lug

Le mamme: quanto le amiamo e, al tempo stesso, le consideriamo l’essere più fastidioso del pianeta?
Coloro che hanno dedicato la loro vita al crescerci, circondandoci di affetto e premure, mettendoci sempre all’allerta da qualsiasi cosa, dentro e fuori il loro nido, potesse ucciderci.
I tempi cambiano e, si sa, la tecnologia è contraria al concetto di madre. Le nostre mamme sono troppo indaffarate a gestire la vita di tutti i componenti della famiglia per stare al passo coi tempi, perdendosi quindi anche i nuovi pericoli che la società schiera contro i loro cuccioli, focalizzandosi sempre sui giurassici antagonisti di venti anni fa, che ormai fanno più compassione che paura. Ora che, con i nuovi assetti governativi, siamo di fronte ad un profondo cambiamento storico e culturale, dobbiamo stare attenti ai nuovi nemici del popolo, mentre possiamo considerare come nostri fratelli, i vecchi, inutili rivali di una volta.

Ecco perché, care mamme, questo blog vi offre una lista aggiornata dei pericoli che si possono trovare per le strade, i mari ed i laghi (semicit.) e che potrebbero, se non affrontati a dovere, di mettere in pericolo la vostra prole (messi in comode categorie per facilitarne l’apprendimento e la comprensione). Inoltre, cliccando su ogni parola, verrete indirizzati ad un link che vi fornisce un esempio pratico della categoria (se non è un servizio socialmente utile questo, non so veramente cosa lo sia).

CATEGORIA 1 –  SONO SEMPRE CONSIDERATI UN PERICOLO:

  • Gli zingari;
  • Gli arabi;
  • I negri.

CATEGORIA 2 – NON SONO PIÙ CONSIDERATI UN PERICOLO:

CATEGORIA 3 – SONO ADESSO CONSIDERATI PERICOLOSISSIMI:

Aggiornate la lista, mamme! Il vostro pargolo potrebbe essere in pericolo!

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Arbitro becco!

17 Dic

Meno male che in queste fredde e noiose serate invernali abbiamo il calcio a tenerci compagnia.
Lo sport popolare, quello che unisce famiglie, amici e sconosciuti in un unico cuore, pronti tutti insieme a fare una cosa sola:

OFFENDERE L’ARBITRO

Un povero signore di quasi mezza età che, per campare, si prende la briga di tenere l’ordine tra 22 uomini al massimo della loro prestanza fisica, contornati da migliaia di bestie assiepate sulle tribune pronte a staccargli la testa.
Fin da piccoli siamo cresciuti ed educati  per odiare la categoria, insieme a vigili, suore e politici, ciononostante i massimi vertici del calcio mondiale continuano, imperterriti, ad umiliare giovani speranzosi.
Ogni domenica, infatti, in ogni campo di Serie A, si assiste alla gogna di un bambino, in mezzo a 22 suoi felicissimi coetanei, compagni di squadra e di scuola: all’entrata delle squadre ogni partecipante alla gara tiene per mano un bimbo che, per l’occasione, è vestito con i colori della squadra avversaria. Che magari tu quella squadra la odi però lascia fare che una divisa ufficiale di una squadra di Serie A la porti a casa e su ebay qualcosa ci rimedi.
Poi c’è il bimbo sfigato, quello a cui tocca entrare per mano con l’arbitro e che, giustappunto, viene vestito come il direttore di gara:

Reperto fotografico 1

Si fanno tante campagne anti-bullismo e nessuno pensa agli insulti indiretti che riceve questo povero bimbo??
Seriamente? A nessuno viene in mente quanto sfigato può sentirsi il ragazzino vestito da arbitro quando il suo amico accanto ha la maglia del Milan o della Juventus o della Fiorentina? E stringe la mano di Buffon o Messi o Abate…

Reperto fotografico 2

 

Basta quindi alla pubblica gogna di innocenti e paffutelli ragazzini. Basta all’umiliazione di vestirli da macchine da odio, che poi a scuola, il giorno dopo lo prendono in giro.
Se proprio non ci avanzano maglie delle squadre, vestiamolo da bordocampista Sky o Mediaset che quelli almeno non se li fila nessuno

Le valanghe nel cervello

24 Gen

Partiamo da qui:

http://www.nextquotidiano.it/la-valanga-degli-insulti-giorgia-galassi-la-sopravvissuta-dellhotel-rigopiano/

Letto? Bene.

Riassunto:
Giorgia Galassi viene travolta dalla valanga a Rigopiano.
Lei ed il fidanzato rimangono sotto la neve per 2 giorni e mezzo.
Senza potersi muovere.
Senza cibo.
Bevendo neve per evitare la disidratazione.
Viene estratta e salvata.

Dodici (12!) giorni prima della tragedia posta su Facebook una foto mentre sorride in mezzo alla neve.
Un’amica da Londra le manda un regalo. Posta la foto.
Com’è normale che sia, un sacco di persone sono felici per lei e rincuorate dal sapere che ce l’ha fatta.

Poi arriva LAGGENTE.

[domanda: cosa vuol dire LAGGENTE?
risposta: un’orda di mentecatti con forse la licenza elementare che, per non si sa quale motivo, è convinta che la propria opinione valga qualcosa ed, invece di rendersi produttivi per la collettività, decide di passare le giornate su internet, non a scaricare porno come le persone normali, ma a dire come la pensano con un’arroganza ed una violenza che non gli dovrebbe competere]

E niente.. LAGGENTE si dimentica dell’esistenza di siti del calibro di Pornhub, Redtube, Xhamster, Xvideos, Porntrex, FlyingJizz, Spankbang, ecc…. e decide di seppellire nuovamente Giorgia, con ignoranza, arroganza e meschinità.
La foto di due settimane prima la tragedia è fuoriluogo (Giorgia, anche te, prevedila una valanga, suvvia).
Il regalo dell’amica è inopportuno (Monika, te poi, ti metti a fare regali per far sentire la tua vicinanza ed amicizia ad una persona…).
E LAGGENTE si indigna, perché Giorgia dovrebbe passare le giornate a piangere e disperarsi. A pensare che forse nemmeno meritava di essere salvata.

Lui/lei deve essere il capo dell'orgia di mentecatti

Lui/lei deve essere il capo dell’orgia di mentecatti

Solidarietà a Giorgia, ma soprattutto, solidarietà a chi divide una parte della propria vita con LAGGENTE.
E tanta, ma tanta, commiserazione per LAGGENTE.
Vi compatisco e vi abbraccio forte.
So quanto è difficile per voi la vita.
E che potrà solo peggiorare (o almeno lo spero).

Lettera a Marino P.

16 Set

Prato, 16 settembre 2016

Buon giorno, sono Marco Pieraccini e sono il papà (no, sono toscano, quindi sono il babbo) di questo blog.
Vorrei informarla che quando io ero bambino il mio babbo e la mia mamma i compiti me li facevano fare, anche a forza di nocchini in testa, perché sapevano che le maestre, in quanto a cultura, ne sapevano molto più di loro che facevano i contadini. In più dopo i 14 anni a giugno e luglio il mi babbo (cosa suona bene detto in toscano) mi portava anche a lavorare con lui. Frullino sulle spalle e via all’aria aperta a fare tante passeggiate per pulire dalle erbacce gli ulivi, sponsorizzando i miei interessi: bestemmiare dal caldo e dalla fatica soprattutto dopo le 11, quando il sole era bello alto. Ho effettuato notevoli progressi nell’arte del fare le cose ed imparato ad apprezzare quella mezz’ora nel pomeriggio in cui stavo all’ombra in casa a fare i compiti.
Certo avrei preferito anch’io passare quella mezz’ora a cazzeggiare fuori e alla tv, ma c’era una voce nella mia testa, quella della mia mamma, che mi insegnava l’importanza del fare i compiti.
Oltretutto grazie ai miei genitori ho conosciuto professionisti MOLTO seri, che, in caso di bisogno, lavorano anche in vacanza, prima fra tutti la mia mamma. Le ho mai raccontato di quando il mio dentista interruppe le vacanze per farmi un impianto ai denti?
E mentre le maestre avevano solo 9 mesi per insegnarmi le nozioni, i miei genitori, che lavoravano spesso anche il sabato ed il mi babbo a volte anche la domenica, sfruttavano tutto l’anno per insegnarmi la vita, senza aspettare che arrivasse giugno. E io mi presentavo a settembre come tutti: scoglionato per il rientro a scuola.
Inoltre ho avuto la fortuna di stare, nel ruolo di capo scout, a contatto con bambini, ragazzi e genitori per molti anni, imparando a conoscere un po’ del mondo dei genitori e a confrontarmi con voialtri per capire il vostro punto di vista sull’educazione dei figli, cosa a cui, proprio le mamme ed i babbi, mi chiedevano di contribuire, ovviamente in minima parte (dopo la famiglia, poi la scuola, poi l’allenatore, poi i catechisti ed infine noi capi sfigati che usiamo l’unica settimana di ferie che abbiamo per portare i vostri marmocchi al campo.. Ma quanto saremo stupidi!).
In più sono abbastanza bravo a levarmi comunque il dito dal culo, tant’è che, senza aver passato l’estate a montare una scrivania, l’altro giorno a lavoro in un paio di pomeriggi ho montato un palco, nonostante in realtà io sia un tecnologo alimentare, ed ora scrivo fresco, riposato, ma un po’ incazzato per aver letto le sue bischerate (ma com’è bello il toscano???) su come si insegna ad un figlio che il rispetto per il lavoro degli altri (delle maestre in questo caso) è facoltativo invece che fondamentale.
Diversi amici del pub, conoscenti ed un paio di tizi che seguo su facebook e twitter condividono il mio pensiero.
Sono comunque a disposizione per eventuali colloqui, sempre che le sue scie chimiche non mi uccidano prima.

Marco Pieraccini

PS: allego la sua lettera nel caso non se la ricordasse:

lettera-papa

I am gay

13 Giu

Malati, razza inferiore, diversi, da identificare, isolare ed estinguere. Così il dizionario dovrebbe descrivere quelli come l’attentatore di Orlando. “Terroristi” non rende l’idea, anzi sembra quasi dare a tali personaggi un’aurea particolare.

A questi cani, si aggiunge l’ordata di dispiaceri sui social di sciacalli e pseudo difensori dei diritti umani, che fino a ieri un gay nemmeno lo volevano incrociare per strada.
Per favore, tacete.
State zitti, non mettete la scrittina “Orlando” perché magari scrivere “I am gay” poi al bar ci pigliano per il culo, né date spago a chi invece, uscendo dalla fogna in cui vive, predica in favore dell’attentatore.
Rispettate le vittime, chi gli sta intorno, chi vi sta intorno e voi stessi, pezzenti ignoranti.
La cultura non ferma le pallottole, le previene.

 

Odio i nazisti anche al di fuori dell’Illinois

26 Mag

Ipotesi:
Vogliamo dimostrare che dalla xenofobia si possa, per certi versi, “guarire”.

Tesi:
Il razzismo deriva dall’ignoranza che è facilmente “curabile”.

Dimostrazione:
Prendiamo il partito di estrema destra tedesco Pegida (movimento di destra tedesco antislamico e contro l’immigrazione).

Assumiamo per certo che abbiano dichiarato sulla loro pagina Facebook ufficiale:
“Mi fanno vomitare”,
“Non li compro più'”,
“Povera Germania” e
“Sono forse foto segnaletiche di futuri terroristi?”
riguardo alle nuove confezioni dei Kinder Cioccolato (queste qua sotto).
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Per chi non vede l’immagine: ci sono un negro, un islamico, qualche biondino, un quattr’occhi, uno coi denti gialli ecc, un paio con dei capelli imbarazzanti…

Assumiamo anche come fonte sicura, confermata dal reparto marketing della Ferrero, che quelle immagini sulle confezioni siano le foto degli ATTUALI giocatori titolari della nazionale tedesca e che la Ferrero Germania abbia voluto omaggiare i giocatori in vista dei prossimi Europei (inizio il 3 giugno prossimo).

Ne deriva che:
1- nessuno di quel partito si è informato sulla cosa.
2- il non informarsi implica ignoranza.
3- chi scrive quelle cose è un ignorante.
4- se si fosse informato prima non sarebbe adesso lo zimbello del resto del mondo.
5- non avrebbe fatto commenti stupidi e razzisti su delle barrette al cioccolato.

Conclusioni:
Il razzismo deriva direttamente dall’ignoranza.
Ogni forma di razzismo ha alle basi una bella piattaforma di ignoranza.
QUINDI: “Curare” l’ignoranza, “cura” il razzismo.

C.V.D.

Grazie Dario

6 Apr

Il mondo è difficile, selettivo e spesso ci appare ingiusto. Una civiltà in continua evoluzione che richiede sforzi ed impegno per rimanere sempre costanti ed aggiornati.
Urge quindi appoggiarsi ai consigli di esperti del settore per non cadere nel baratro dell’anonimato e dell’inadeguatezza.
Per quanto riguarda il fashion io mi affido con efficacia a Dario, che con solerzia insegna l’antica arte del “Ben apparire” ai suoi molti e fedeli seguaci.
Essendo anche una persona di spirito e coinvolgente ogni venerdì ci delizia con affascinanti e concrete imitazioni di personaggi famosi per farci anche divertire e non pensare, per qualche attimo, a quanto è impegnativo essere trendy.

Tutto bellissimo fino al 18 marzo:
Dario

Il nostro modello dà il via al simpatico “dariofashioncontest” come ogni venerdì.
Lo sai, è ovvio, ci sei nato e cresciuto con questo artista, è l’occasione giusta per vincere!
Poi ti soffermi sulla didascalia alla foto…. “Chiedete aiuto ai genitori o ai parenti” dice il maestro…
Il primo pensiero è “Ma che ne sanno il mi babbo o il mi zio di chi è, che hanno 60 anni e più??”
Il secondo pensiero è più tragico del primo: “Aspetta, io lo so benissimo! Come dovrebbe saperlo un padre od uno zio od il cugino quello più grande di tutti! Sono io quello a cui i giovani di oggi devono chiedere per vincere il contest! SONO IO IL VECCHIO DELLA SITUAZIONE!

È la dura realtà, la mia generazione non è più quella dei giovani. Siamo gli zii trentenni sfigati. E Dario, con la solita dolcezza e concretezza, ti ci fa arrivare subito, con schiettezza e ragionevolezza.
Mi rivolgo a voi (NOI) nati negli anni 80: è dura da accettare, ma dobbiamo farlo:
Siamo vecchi!
Il mondo non è più ai nostri piedi!
È tempo di abdicare e lasciare il palcoscenico a chi ha le energie e l’entusiasmo per gestirlo come deve essere fatto.

Ringraziamo Dario che ci apre le menti e ritiriamoci nei nostri piumoni a lamentarci dei giovani come fanno gli anziani.

 

PS. E comunque, cari i miei pischelli merdosi del 2000, il personaggio era Bruce Springsteen!
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