Top Summer Hits 2k17 – La Top 5

Ciao ragaz!
Rasate le gambe per l’ultima volta?
Fatti i 4 esami? E i selfie al mare?
Le scorpacciate di morbido, cremoso e parmigiana ce le ricordiamo?
Trovate le anatre vegane? Il magico arrotino alle 4 di notte è arrivato?
[proseguono altre cazzate prese dallo spot Sammontana che non sto qui a trascrivere per pigrizia…]

Sta finendo un’estate che ci ha tenuti stretti tra i fagiani, ci ha regalato le solite grandi emozioni (?) e tanta bella musica per accompagnare le nostre magiche serate, prima di dover tornare, dopo soli 3 mesi a non fare un cazzo, sui libri della pallosa scuola (che poi tanto dal prossimo anno ci promuovono a tutti, #bellastoria).

I più grandi artisti mondiali si sono dati dura battaglia per aggiudicarsi il premio di “Top Summer Hits” con le loro rime forbite* e la redazione de “Il Blog del Piera” ha scelto le migliori 5.
Una scelta ardua e difficoltosa, una gara in cui tutti potevano essere quelli giusti a primeggiare, ma che purtroppo ci costringe a fare una selezione.

Qui mettiamo un culo che fa audience

Ma cosa perdiamo tempo in chiacchere??!!?? Andiamo con le classifica! LEEEET’S GOOOOO!!!!

NOTA DI REDAZIONE: cliccando sul nome dell’artista si sarà re-indirizzati alla sua canzone

*forbite vuol dire tipo eleganti, roba che poi ridici alle ragazze e ci stanno

GLI ESCLUSI:
Ci sono stati artisti che non sono rientrati in classifica per motivi vari e differenti, il primo su tutti è che le loro canzoni fanno veramente schifo al cazzo. Parliamo di:

QUELLI CHE PER UN POCO NON CE LA FACEVANO:
Parliamo di coloro che hanno fatto una canzone che schifo non fa, ma c’è chi ha fatto meglio. E sono:

  • Fabri Fibra, che forse se non coinvolgeva i Thegiornalisti entrava in Top 5;
  • Francesco Gabbani, che però quest’anno ha vinto Sanremo e non può fare tutto lui;
  • Tiziano Ferro ed i suoi milioni di cornetti Algida messi nel video della canzone;
  • Jake La Furia, che povero, si impegna ma più di lì non può arrivare.

E adesso che ci siamo tolti dalle scatole tutti gli esclusi, possiamo passare al pezzo forte dell’articolo:

LA TOP 5 DELLE HITS DELL’ESTATE SCELTE DAL GIUDIZIO INSINDACABILE DELLA REDAZIONE DE “IL BLOG DEL PIERA”:

# 5: BABY K feat. ANDRES DVICIO – VOGLIO BALLARE CON TE
Musica orecchiabile senza errori grammaticali e frasi forzate nel testo. Merita il quinto posto.

# 4: FABIO ROVAZZI feat. GIANNI MORANDI – VOLARE
La bruttezza di Rovazzi è inversamente proporzionale alle sue strategie di marketing, il che lo rende un genio in questo campo. prende il meglio dei social e lo infila in una canzone. Il fatto che, sotto sotto, siamo tutti innamorati di Anna rende tutto più piacevole.

# 3: LUIS FONSI feat. DADDY YANKEE – DESPACITO
3 miliardi e mezzo di visualizzazioni nel momento in cui scriviamo, record assoluto di Youtube. Chiunque l’ha canticchiata almeno una volta, ha coinvolto i The Jackal, è già un classico dei mariachi cubani e, anche se la odiate, vi rimane in testa.

# 2: LEVANTE feat. MAX GAZZÈ – PEZZO DI ME
Di Levante si ricordano solo canzone in cui offende presunti ex. Però ha il buon gusto di essere orecchiabili e di chiedere a Max Gazzè di collaborare.

Ed ora, al numero uno della nostra estate, si colloca…..

[RULLO DI TAMBURI]

# 1: SHADE – BENE MA NON BENISSIMO
Vito Ventura, in arte Shade, vince l’estate con un pezzo ascoltabile, ballabile, mai pensante per le orecchie anche di chi non apprezza il genere e soprattutto che prende in giro chi fa l’artistico, i 40enni, gli hipster ed i tegami, cioè le categorie che tutti noi odiamo.
Poi “bene, ma non benissimo, era una delle espressioni preferite di Federico Buffa, vogliamo credere che il titolo sia un tributo all’Avvocato.

Finisce così la nostra Top 5 dell’estate 2017.
Alla prossima estate regaz!

 

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Estoy Cubano

Arrivi a L’Avana dopo 12 ore e mezzo di aereo.
L’Avana puzza di smog, è umida, è sporca. Insomma fa schifo appena la vedi.
Così inizia la vacanza nelle terre della Revolucion.
Poi vivi L’Avana Veja: palazzi decadenti affiancati a palazzoni appena ristrutturati.
Cassonetti a cielo aperto a 200 metri da alberghi di lusso.
Chrysler degli anni 50 che lasciano nuvoloni neri di smog, autobus arrugginiti strapieni, cavalli a trotto, cani e gatti randagi.
Stili architettonici ammassati a caso.
E fa caldo, molto caldo.
E, inspiegabilmente, ti innamori della città, delle sue persone e della sua storia.
No, non riuscirete a spiegare a chi non ci è stato perché amate Cuba, perché volete tornarci il prima possibile e perché L’Avana vi manca da morire.
I Cubani sono strani, non ci siete abituati.

Ti fermano per parlare, non per truffarti, né per farti chissà che cosa, sono semplicemente tutti grandi chiaccheroni e basta.
Perché quasi tutti hanno un amico o parente che vive in Italia ed ovviamente tu, di Prato (o di Firenze, quando ti guardano strano quando dici che sei pratese) sicuramente hai presente quel ragazzo cubano che da 3 anni vive a Torino e si è sposato con una ragazza di Salerno. Ecco, quel ragazzo è figlio della donna che ti ha appena fermato per chiederti se sei spagnolo.
I Cubani hanno una sola vera religione: la S. Trinità del XIX secolo: Castro-Guevara-Cienfuegos.
E ci tengono un sacco a farvelo notare. Tornerete a casa che sarete un po’ rivoluzionari anche voi.

Non starò qui a inoltrarmi su discorsi politico-culturali, ne trovate di scritti meglio e più approfonditi altrove.

Tre raccomandazioni:

  1. NON mangiate nei posti turistici: costano un sacco di più e si mangia peggio. Il localetto sporco con prezzi modici (qualcuno ha detto aragosta a 12 dollari?) sono i posti in cui dovete mangiare.
  2. Il prossimo anno Raul Castro va in pensione. Voci di corridoio dicono che il successore sarà un giovane più aperto al mondo e meno al socialismo. Andateci prima che i suoi pensieri moderni rovinino tutta l’atmosfera (potrebbero migliorare la vita dei cubani, ma concedetemi l’egoismo del turista).
  3. Evitate come la peste villaggi turistici: se ogni 10 minuti non vedete una scritta o un murales che inneggiano alla Rivoluzione, non siete a Cuba, siete in un posto posticcio.

O pueblo, o muerte!

Non ci sono più i cereali di una volta

La società di oggi ormai è marcia, stanca, spompata da ogni speranza e fiducia.
La società di oggi non ha più obiettivi a lungo termine, non sa progettualizzarsi, non ha una retta via da seguire.
La società di oggi guarda al passato con ammirazione, nostalgia e consapevolezza che non sarà mai come quella di una volta.

No, non sono un populista, sono una realista. E ve lo dimostrerò con i fatti.

Quando ero ragazzino facevo colazione con i corn flakes, così come adesso.
Quando ero ragazzino compravo sempre marche diverse di corn flakes, per assaggiare un po’ tutto e variare un po’ la colazione, così come adesso.
Quando ero ragazzino sceglievo anche in base alla moltitudine di sorprese che trovavo nella confezione. Vorrei fare così anche adesso, ma non posso.

Le sorprese dei cereali per la colazione sono lo spettro della società.
Nella mia gioventù ce ne erano a migliaia, di ogni tipo, dimensione, forma e colore. Dovevi essere scaltro ed ingozzarti di cereali la mattina perché venivano periodicamente cambiate e rinnovate, seguendo le mode e gli eventi del mondo.
Usciva un nuovo film: sorpresa a tema.
C’era i mondiali/europei di calcio: sorpresa a tema.
Una novità tecnologica avanzava: sorpresa a tema.
Iniziava la scuola: sorpresa a tema.
Natale, Pasqua, Halloween, Ferragosto: sorpresa a tema.
Succedeva un fatto inultile di cui non importava nulla a nessuno. comunque sorpresa a tema.

Oggi invece il baratro: le sorprese non ci sono e se ci sono fanno schifo al cazzo oppure sono merdose…
Alcuni esempi di sorprese del bimestre giugno/luglio 2017:

  • App inutili e sfigate da scaricare (che NON sono sorprese)
  • Giochino di Frozen (film del 2013 che non s’incula più nessuno dal 2014)
  • Roba dei Power Rangers (film del 2017 ma che non si è mai inculato nessuno) da scaricare sul sito
  • Scatola da ritagliare che, con chilometri di scotch, diventa uno squalo, anche se poi devi scaricare una app e comunque lo squalo sembra più un salmone (vedi esempio sotto)
  • Cucchiaio con la cannuccia (lo stesso del 2015 che ho nel cassetto a casa)

Il mondo è senza futuro. la rinascita può e deve partire dagli addetti marketing delle aziende di cereali per la colazione. A voi, Signori, affidiamo le nostre speranze ed i nostri sogni.
Non deludeteci.
Non un’altra volta almeno.

Guarda che inciampi

Quante musate abbiamo tirato in terra inciampando sulle stringhe delle scarpe sciolte?
Io, in realtà, nessuna che ricordi, ma è tutt’ora uno degli incubi di mia madre quando mi vede con le scarpe sciolte.
Per questo e soprattutto per fatica di chinarsi ad allacciarle ogni volta, tengo le scarpe sempre col doppio nodo un pochino lento, in modo da poterle toglierle e metterle senza scioglierle.
Ho sempre fatto il doppio nodo nello stesso identico modo, da ormai quasi 29 anni.

Anno scorso però ho notato che Ivan, uno dei ragazzi che “educavo” in qualità di capo scout si faceva il doppio nodo in maniera diversa. Discutendo con lui di nodi, ovviamente ognuno sottolineava la maggiore efficacia del proprio metodo rispetto a quello altrui, senza giungere ad una conclusione che potesse sentenziare chi fosse nella ragione.

È tempo quindi di esperimenti!!!!!

Punto 1:
Definire i due metodi di allacciamento.
Questo è il metodo Piera:

Incrociando solo i due fiocchi

E questo è il metodo Ivan:

Incrociando fiocchi e lacci insieme

Punto 2:
Svolgimento dell’esperimento:
Per un mese allaccerò una scarpa con un modo, l’altra con l’altro (e ci metto pure una brutta ripetizione lessicale). Poi farò all’incontro.
la scarpa destra è più sollecitata della sinistra quindi ogni modo di allacciare deve affrontare la prova “Scarpa destra”.

Punto 3:
trovare la voglia di scrivere una tabella e riportare tutto sul blog.
Legenda:
– Data: quando si è sciolta
– Scarpa sinistra: se si è sciolto il nodo della sinistra e con che metodo era allacciata
– Scarpa destra: idem come sopra ma a destra

Punto 4:
Tirare le conclusioni:
In due mesi il metodo mio si è sciolto 10 volte, quello di Ivan 5.
Insomma aveva ragione lui…

Antologia del buon umore – Il Giglio

Dopo soli 3 mesi di attesa, torna la scopiazzatura della rubrica più bella del settimanale più ganzo del mondo: “l’Antologia del buon umore” della Settimana Enigmistica.

Dopo la parte sull’esame di micotossine, rimaniamo in tema “Università”.
Il Giglioli era uno dei miei compagni di banco preferiti e spesso e volentieri, durante le lezioni di marketing, ci sedevano accanto. Non tanto per commentare i rudimenti della disciplina, ma soprattutto per condividere insieme il fatto che insieme a noi partecipava alla stessa lezione la classe dell’anno successivo (programma di studi diverso che metteva marketing al terzo anno a noi e al secondo per gli altri). Oggettivamente parlando l’altra classe aveva una quantità e qualità di presenza femminile superiore alla nostra, quindi nonostante non fregasse a quasi nessuno degli argomenti trattati, le lezioni di marketing erano sempre ben partecipate.
Durante le lezioni, il Giglioli inventava, io mettevo nero su bianco, tra i vari appunti, le sue idee:


Questa fu la prima, di altre vignette. Non cogliendo ancora la potenzialità della cosa, non mettemmo una citazione scientifica. Stavamo sperimentando, eravamo giovani ed inesperti. La citazione nel tratto di Tōru Fujisawa, nello specifico del suo personaggio di Eikichi Onizuka (GTO), si vede male, ma c’è..

“Ergotica”, termine che deriva dalla fusione di erotica ed ergodica. Per ergodica s’intende quando di processo o sistema in cui la media, nel tempo, delle grandezze fisiche che lo descrivono coincida con la media calcolata su un insieme di stati possibili del processo o del sistema stesso.

La salificazione è la trasformazione in un sale ottenuta mediante reazione chimica tra un acido e una base. Inoltre era appena uscito il gangnam style, è ci sembrava giusto celebrare.

Il gangnam style superava le 2 miliardi di visualizzazioni su youtube e noi lo abbiamo festeggiato com’era giusto che fosse.
Il licopene è carotenoide, cioè pigmento dei frutti di pomodoro e di altri vegetali. È anche un additivo alimentare usato come colorante e identificato dalla sigla E160d.

Col buon Giglioli abbiam finito.
Stay tuned for more..

Segui la racconta completa di questa simpatica iniziativa:

Punti di vista intimi

Ieri sono stato a fare rimuovere un piccolo fibroma cutaneo. Un intervento semplicissimo e veloce.
Certo se quello prima di me non fosse svenuto durante la rimozione di una verruca non avrei dovuto aspettare quasi un’ora, ma in definitiva non ho niente di cui lamentarmi.
Su per giù l’intervento si è svolto così:

  1. Piccola puntura di anestesia.chirurgo-gif
  2. Taglio del fibroma.
  3. Cauterizzazione della ferita.
  4. Disinfezione e fasciatura della zona.

Quattro semplici fasi.
Una prassi abbastanza noiosa sia per me che l’ho subita, sia per la dottoressa che l’ha effettuata. Tuttavia ho notato che ogni persona interpreta il mondo a modo suo. In tutta la giornata chi mi stava intorno ha riadattato la storia (me compreso), in base al proprio livello emotivo oppure in base a chi ha di fronte.

Ecco gli 8 esempi di come una storia può cambiare:

1 – Raccontata da mio padre (solido esempio di praticità e poche parole):come-saldare-saldatura-elettrica-filo

  1. Gli hanno tagliato il coso (cosa che potevo fare anch’io col coltello per gli innesti).
  2. Gli hanno bruciato dove era tagliato (cosa che potevo fare anch’io con la punta del saldatore).
  3. C’ha speso 24 euro (io glielo avrei fatto per meno)

2 – Raccontata da mia madre (apprensiva e ansiosa):

  1. Prima gli hanno fatto male con l’anestesia.
  2. Poi hanno tagliato via tutto, vedessi il sangue come scorreva. Stai a vedere gli sporca i pantaloni, tanto mica li lava lui..
  3. Poi l’hanno medicato (male)
  4. Morirà d’infezione.

3 – Raccontata da mia nonna (che comincia ad avere vuoti di memoria):

  1. Dovrebbe essere stato all’ospedale.
  2. Dovrebbero averlo operato a qualcosa.
  3. Dopo un’ora era già a casa, io boh…)

4 – Raccontata da una vecchia qualsiasi (in perenne gara su chi ha più sciagure):massimo-giletti-2

  1. Anche alla mia nipote gliel’hanno fatta.
  2. Lei fu brava non si lamentò per nulla.
  3. La cognata della signora del palazzo accanto ci è morta di questa roba.
  4. Un professore da Giletti ha detto che queste cose vanno levate subito se no diventano tumori

5 – Raccontata da un maschio alfa (che deve confermare il suo ruolo nel branco):

  1. Sono entrato e la dottoressa mi ha detto sorridendo: “Spogliati”.
  2. Quasi un’ora siamo stati lì (condendo il tutto con ammicchi e sorrisini).

6 – Raccontata da un maschio alfa (che invece deve impressionare la polla di turno):

  1. Bisturi alla mano, hanno rimosso la parte da togliere.
  2. Anestesia? Non so cosa sia…
  3. Male? Ma no, quando esco con i miei fratelli facciamo di peggio.
  4. 18 punti. Me li sono già levati da solo

7 – Come la racconto io:

  1. Intervento ok.
  2. Mi tira un po’ la medicazione

8 – Come la racconto io, mandando un messaggio vocale che viene ascoltato anche in presenza di estranei (è successo davvero):

  1. Il coso me l’hanno levato, tutto ok.
  2. Mi hanno messo il cerotto che si è attaccato ai peli del culo. Tutte le volte che faccio un movimento, maremma cane, sentissi come mi strappa i peli del culo, un male sto cazzo di cerotto. Infermiera di merda!
  3. No, te non puoi capire. Mi metto a sedere e mi si strappano i peli del culo. Ma tu guarda se posso vivere così. Vaffanculo ai cerotti, alla colla e a chi l’inventò!

Le valanghe nel cervello

Partiamo da qui:

http://www.nextquotidiano.it/la-valanga-degli-insulti-giorgia-galassi-la-sopravvissuta-dellhotel-rigopiano/

Letto? Bene.

Riassunto:
Giorgia Galassi viene travolta dalla valanga a Rigopiano.
Lei ed il fidanzato rimangono sotto la neve per 2 giorni e mezzo.
Senza potersi muovere.
Senza cibo.
Bevendo neve per evitare la disidratazione.
Viene estratta e salvata.

Dodici (12!) giorni prima della tragedia posta su Facebook una foto mentre sorride in mezzo alla neve.
Un’amica da Londra le manda un regalo. Posta la foto.
Com’è normale che sia, un sacco di persone sono felici per lei e rincuorate dal sapere che ce l’ha fatta.

Poi arriva LAGGENTE.

[domanda: cosa vuol dire LAGGENTE?
risposta: un’orda di mentecatti con forse la licenza elementare che, per non si sa quale motivo, è convinta che la propria opinione valga qualcosa ed, invece di rendersi produttivi per la collettività, decide di passare le giornate su internet, non a scaricare porno come le persone normali, ma a dire come la pensano con un’arroganza ed una violenza che non gli dovrebbe competere]

E niente.. LAGGENTE si dimentica dell’esistenza di siti del calibro di Pornhub, Redtube, Xhamster, Xvideos, Porntrex, FlyingJizz, Spankbang, ecc…. e decide di seppellire nuovamente Giorgia, con ignoranza, arroganza e meschinità.
La foto di due settimane prima la tragedia è fuoriluogo (Giorgia, anche te, prevedila una valanga, suvvia).
Il regalo dell’amica è inopportuno (Monika, te poi, ti metti a fare regali per far sentire la tua vicinanza ed amicizia ad una persona…).
E LAGGENTE si indigna, perché Giorgia dovrebbe passare le giornate a piangere e disperarsi. A pensare che forse nemmeno meritava di essere salvata.

Lui/lei deve essere il capo dell'orgia di mentecatti

Lui/lei deve essere il capo dell’orgia di mentecatti

Solidarietà a Giorgia, ma soprattutto, solidarietà a chi divide una parte della propria vita con LAGGENTE.
E tanta, ma tanta, commiserazione per LAGGENTE.
Vi compatisco e vi abbraccio forte.
So quanto è difficile per voi la vita.
E che potrà solo peggiorare (o almeno lo spero).

Andreotti

È ufficialmente iniziato il 2017.

È ufficialmente finito il 2016: l’anno in cui, a detta di molti, c’è stata una strage di personaggi famosi.
E tutti a dare la colpa al povero 2016, che me lo immagino lì, nella sua stanzetta, ormai in pensione, con le lacrime agli occhi per una colpa non sua.

Perché sì, la causa di tutte queste morti è molto più grande del 2016 stesso.
Colui che ha procurato tutte questi decessi fugge dal concetto di tempo e di spazio.
LA CAUSA DI TANTO DOLORE È LUI:

andre

Giulio Andreotti è morto il 6 maggio del 2013 alla tenera età di 94 anni.
O meglio, è stato promosso ad un ministero più importante. Quello che sembrava un tragico evento si è rivelato invece essere una promozione, un’ascesa ad un potere maggiore.
Andreotti non è morto, ha solo accettato l’incarico al “Ministero delle Morti Eccellenti™“.
Un Ministero ormai allo sbando che necessitava di nuova linfa e crudeltà. Un ruolo che solo l’ex presidente della repubblica poteva svolgere.

Qui riportiamo il lavoro del “Ministero delle Morti Eccellenti™” nei tre anni antecedenti all’insediamento del Giulio nazionale e nei tre successivi:

20102010: una quindicina di morti. Un anno nella media, con morti ben diluite nell’arco dei 12 mesi.

20112011: In leggera flessione rispetto all’anno precedente, ma comunque almeno un VIP morto al mese è stato garantito.

20122012: anno pericolosamente sotto la media

2013-aa2013 a.A. (ante Andreotti) 6 morti. I risultati poco soddisfacenti portano all’esonero del Ministro in carica che viene sostituito da Giulio Andreotti il 6 maggio.

2013-da2013 d.A. (dopo Andreotti): l’ex senatore a vita si mette subito a lavoro ed in soli 7 mesi supera il fatturato di tutto il 2012.

20142014: Primo anno di Ministero per Andreotti: riesce a superare la media tenuta negli ultimi anni

20152015: l’anno della conferma. Migliora addirittura l’eccellente risultato dell’anno prima.

20162016: l’anno della consacrazione. Raddoppia quasi il numero di vittime, riuscendo a fare meglio del 2010 e 2011 insieme.

Il 2017 è appena iniziato. per il bene vostro e di chi vi vuole bene: NON DIVENTATI FAMOSI!
O Lui vi colpirà.

giulio-andreotti

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Antologia del buon umore – l’esame di micotossine

Prosegue la rassegna che copia il quarto d’ora di semplice felicità de La Settimana Enigmistica.
Qualche anno fa detti l’esame di micotossine all’università.
Fu uno dei pochi esami che studiai a casa, invece che andare in biblioteca. A casa avevo molte più distrazioni, quindi di solito evitavo. Questo esame invece lo studiai a casa perché era inverno, l’esame era abbastanza semplice e non avevo voglia di affrontare il freddo per andare a studiare altrove.
Il risultato del esame semplice non fu eccellente, ma in compenso produssi un sacco di disegni stupidi (sotto ad ogni vignetta, vi provo anche a spiegare il perchè):

micotossine-1

Voi non lo sapete perché siete ignoranti, ma esistono un sacco di funghi che noi non vediamo ma che producono un sacco di micotossine. Queste robe possono essere molto tossiche e dannose al punti da causare anche la morte di chi le ingerisce.
Galoppando la vostra ignoranza, vi svelo che anche le muffe sono funghi, così come altre mille cose che normalmente non chiamiamo funghi, tutti con nomi strampalati e lunghissimi e che, dopo un p’ che cercavo di memorizzarli tutti, sono un po’ sbottato, augurando l’estinzione del genere umano a causa proprio dei nostri amici funghetti.
micotossine-2

Le Aflatossine, colpiscono il fegato che, una volta avvelenato, non avrà più tempo per filtrare l’altro veleno a cui di solito lo sottoponiamo: l’alcol.

micotossine-3

Se vi va bene invece, dopo aver ingerito funghi non buoni, la potete risolvere semplicemente vomitando.

micotossine-4

Niente, qui mi sono totalmente distratto dalle micotossine e ho disegnato un uomo molto brutto. Il resto della vignetta si è creato da solo.

ocratosina-a

L’Ocratossina A è una micotossina che si può trovare anche nel vino. Il Milan stava per vendere Kakà ed io speravo che il presidente della società bevesse un po’ di vino ocratossinoso.

E con l’esame di micotossine abbiam finito!

Segui la racconta completa di questa simpatica iniziativa: