Pandori e Panettoni

Manca poco al Natale ed in ogni salotto, anche il più pacifista, sta per iniziare una delle annuali guerre più cruente di tutte: per queste feste si mangia il pandoro o il panettone?

Poiché anche io, come Berlusconi, ambisco al Nobel per la pace, cercherò di risolvere il conflitto partendo da un mio tweet (che vedete qui sotto) in risposta a chi già si pone il problema.

Spiegazione:

Il pandoro è buono, non si discute. Ma è anche banale. Tutti alti uguali, larghi uguali, colorati uguali, con le scatole simili buone solo a farci un elmo ritagliando i buchi per gli occhi con le forbici. Per capirsi: è come quando andate in centro e vedete ragazzi e ragazze carini e carine ma tutti vestiti uguali. Sono noiosi, non provate piacere nell’osservarli.
E se non migliora una bella ragazza o un uomo affascinante con dello zucchero a velo sopra, figuriamoci un pezzo di pane morbido.

Il panettone è appunto come le anziane che si tingono i capelli fluo.
Originale, fuori da coro. Ce ne sono di ogni forma, estrazione sociale, nazionalità, altezza e peso.
Così come le anziane, anche di panettoni ne esistono a migliaia: con il canditi, il cioccolato, l’uvetta, le mandorle, le noci, la crema, la panna, i pinoli, e chi più ne ha, più ne metta.
Potreste obiettare: “Ma i canditi fanno schifo!”
E io, con prontezza, vi rispondo: “Anche le vecchie tinte fanno schifo, ma se un giorno dovessi scegliere tra essere una banale ragazzina come tante con le converse, il risvoltino e la maglietta della Supreme o una punk di 70 anni con i capelli fluo, chi vorresti essere??”
Lo so che volete tutti essere la vecchia, così come tutti, nel vostro intimo, vorrete essere un panettone.

Nessuno, sotto sotto, vuole essere un pandoro.

Scacco matto pandoro.

 

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Oggi sposi

Finalmente siamo nel periodo dell’anno in cui sicuramente non verremo invitati ad un qualche matrimonio.
Negli ultimi 24 mesi ho partecipato a ben 5 celebrazioni, di ogni tipo di genere o con ogni tipo di ruolo, da testimone, al parente, al semplice accompagnatore.
Ecco perché sono la persona giusta per elencare

I 10 PERSONAGGI DA MATRIMONIO (ESCLUSO SPOSI E GENITORI):09

  1. IL PARENTE ALLA LONTANA: invitato solo per un lontano legame di sangue, ma da diversi anni non ha mai avuto rapporti con gli sposi. È lì solo perché è cugino della zia del nonno della nipote della sposa. Non conosce nessuno, sa a mala pena riconoscere i festeggiati. Passa la giornata a parlare con nonne, le uniche che sanno chi è, parlando di come va a casa, di cosa fanno i genitori, aspettando a gloria il momento per andare via.
  2. QUELLO CHE SPERA DI IMBROCCARE: in ogni foto del matrimonio sullo sfondo ci sarà lui con un bicchiere in mano, giacca aperta che parla con una invitata diversa. La tattica è gettare molti ami sperando che almeno una abbocchi all’esca. Nessuno degli uomini presenti sa che nome abbia, anche se l’odio verso di lui per averci provato con la propria compagna è a livelli altissimi. Leggenda vuole che una volta, a fine matrimonio, questo individuo abbia limonato.
  3. QUELLA CHE SPERA DI IMBROCCARE: comincia dal giorno prima a scrivere sui social che è eccitata dall’idea che l’amica si sposi. Al matrimonio fa circa 500 foto dello scambio degli anelli e le pubblica tutte in tempo reale. Tutti devono sapere che è ad un matrimonio. Questo perché NON si imbrocca direttamente al matrimonio. Durante la festa si scambia parole e contatti facebook con le future prede maschili, ma l’imbrocco avviene dal giorno dopo in base a chi dei pretendenti mette più “mi piace” ai suoi selfie con la sposa. È una raffinata tattica a base di like.
  4. QUELLO CHE ACCOMPAGNA QUALCUN’ALTRO: in genere neo-fidanzati o fidanzate oppure amici/he che hanno vinto l’invito da uno dei partecipanti rimasto senza partner (questo è rarissimo, ma accade, fidatevi). Non conosce nessuno, ed intendo NESSUNO! Conosce gli sposi la mattina del matrimonio o, al massimo, la settimana prima, passa la giornata a presentarsi alle persone e rispondendo alle nonne che non è il nipote di qualcuno della famiglia. Beve e mangia indisturbato in quantità considerevoli nell’indifferenza generale. È quello che, quando gli sposi riguardano le foto, esclamano “E quello/a chi diamine è????”
  5. QUELLO CHE NON CI VOLEVA ANDARE: solitamente un parente in pessimi rapporti con i futuri coniugi, ma che la madre obbliga a partecipare. Si consola pensando che si mangia e beve gratis, ma sempre ripensando a quanto ha dovuto spendere per il regalo. Come per il parente alla lontana, la giornata sarà scandita dalle domande delle nonne e delle zie. Spesso va via prima del taglio della torta.
  6. QUELLO CHE VA PER FARE FESTA: arriva già sovraeccitato, urlando slogan da stadio allo sposo, alla sposa, ai testimoni e alle damigelle. È in metà delle foto, sempre facendo facce sceme con gli occhiali da sole anche dopo cena. Non beve, mangia leggero e non si perde in chiacchere. Aspetta solo i balli di gruppo alla fine della cena per potersi scatenare in folli movenze, dirigendo il trenino e coreografando le danze. Niente cravatta, maniche arricciate e sudore il suo style.
  7. QUELLO CHE VA PER MANGIARE E BERE GRATIS: digiuna dal martedì prima sapendo che dovrà dare tutto in quelle 3 ore della cena. In genere torna a casa pesando dai 4 ai 9 kg in più rispetto alla mattina. Mangia tutto di tutto, compresi tovaglioli, posate e segnaposto. Beve tutto quello che gli viene proposto, compresa l’acqua dei sottovasi. È quello che, a fine serata, ha da polemizzare sulle tartine.
  8. L’ACOLIZZATO: Si presenza alla funzione già col fiato all’aroma di spirito. Non ha il benché minimo interessa nella celebrazione, nel lancio del riso, nel salutare sposi e parenti. Il suo matrimonio inizia alla frase “Ci spostiamo verso il ristorante”. Da quel momento i suoi unici amici saranno Prosecco, spumante, spritz, vino bianco, vino rosso, grappa, sambuca, whisky, gin, vodka e quei due poveri sciagurati che, a fine del tutto, devono trascinarlo fino alla macchina, evitare che vomiti sui sedili e poi lasciarlo accasciato davanti casa.
  9. L’AMICA EMOTIVA: Si emoziona facile, facilissimo. Piange per: l’arrivo dello sposo, l’arrivo della sposa, l’entrata del bambino che porta le fedi, il segno della croce, il Vangelo, le promesse nuziali, lo scambio delle fedi, il bacio alla sposa, l’uscita di chiesa, l’aperitivo, l’arrivo degli sposi al ristorante, il primo brindisi, il discorso del padre dello sposo, l’arrivo delle portate, il secondo brindisi, il selfie con la sposa, il terzo brindisi, il taglio della torta, il ballo insieme degli sposi, per l’acolizzato che vomita nei sottovasi, il parente alla lontana che torna a casa, le poesie dello zio (vedi punto 10), la consegna delle bomboniere, la fine delle danze, i tag sui social il giorno dopo.
  10. LO ZIO POETA: non capita sempre, ma se capita è il Re della serata. Lo zio strampalato che ha preparato le poesie da leggere tra l’antipasto ed il primo, tra il primo ed il secondo, tra il secondo ed il dolce, al taglio della torta. Tutti versi orribili e fastidiosamente retorici che tutti sono obbligati ad ascoltare. Alla fine di ogni poesie si ha sempre la stessa reazione: lui si emoziona, lo sposo fa partire un applauso forzato, tutti, loro malgrado, lo seguono, lui si emoziona per l’applauso e si congeda con la stessa, terrificante, promessa: “Per dopo ne ho altre!”

 

Levante, come la si chiama la Zanicchi

La domenica è il giorno in cui si scroccano i pasti.
Infatti domenica ero a pranzo dalla Giulia e Andrea.
Il pasto procedeva tra amabili battute e profonde riflessioni. Analizzando la situazione catalana, siamo arrivati a commemorare il vecchio Hugh Hefner, approfondendo la storia della sua vita di pari passo alla rivista da lui fondata quando l’Alde (famoso per essere andato in bici a Oxford e per essere uno dei correttori di bozze di questo blog) ci ha fatto che anche elementi di spicco della società italiana, soprattutto della nostra infanzia, sono apparse sulle copertine delle versioni italiane.

Alde: “Oh, anche la Zanicchi ci è finita sopra!”
Giulia “Ma che dici??”
Io: “Ma non era famosa solo per avere cacato in diretta a Domenica In???”
Andrea: “No, no, è tutto vero”
(tutti grandi lettori alla tavolata, come potete immaginare)
Giulia: “Ma mica si vede tutto?”
Io: “Ma faceva già televisione, al massimo si vedrà una natica”
Alde: “Secondo me si vedeva ogni cosa… Chiediamo a Google, lui sa tutto”

Smartphone alla mano, ci addentriamo nel mondo del web spinti dalla seguente chiave di ricerca:

iva+zanicchi+vagina+playboy

Chiariamo subito che no, non si vede tutto, solo qualche natica e qualche capezzolo in penombra…
Ma non è questa la parte interessante della storia.
Google è un posto bellissimo, con degli algoritmi meravigliosi. In stile Fotobrodo di Darwinite, ecco cosa appare nella prima pagina di ricerca su Google Immagini:

Iniziamo con un OJ Simpson molto turbato

L’anziano meno anziano del mondo

L’Uomo Ragno che arrotonda lo stipendio

Ficarra ingrugnito e Picone preoccupato

Fiorello e Carlo Conti sul palco di Sanremo

La Santanchè che ci crede

Walter Mazzarri che polemizza

Una delle tante locandine di Big Bang Theory (ne ho contate almeno 5)

Il Bayern Monaco vincitore di una competizione che ignoravo esistesse..

Una cosa bellissima

I coniugi Obama da Oprah

Un bellissimo Kevin Nash

 

La copertina del Time con Yuri Gagarin

Una suora che ti giudica

Madonna e Michael Jackson a spasso

La copertina di Chi dedicata a Kate Middletone

Nathan Falco Briatore con i genitori

Ma sopratutto una pagina di un calendario bellissimo!

Top Summer Hits 2k17 – La Top 5

Ciao ragaz!
Rasate le gambe per l’ultima volta?
Fatti i 4 esami? E i selfie al mare?
Le scorpacciate di morbido, cremoso e parmigiana ce le ricordiamo?
Trovate le anatre vegane? Il magico arrotino alle 4 di notte è arrivato?
[proseguono altre cazzate prese dallo spot Sammontana che non sto qui a trascrivere per pigrizia…]

Sta finendo un’estate che ci ha tenuti stretti tra i fagiani, ci ha regalato le solite grandi emozioni (?) e tanta bella musica per accompagnare le nostre magiche serate, prima di dover tornare, dopo soli 3 mesi a non fare un cazzo, sui libri della pallosa scuola (che poi tanto dal prossimo anno ci promuovono a tutti, #bellastoria).

I più grandi artisti mondiali si sono dati dura battaglia per aggiudicarsi il premio di “Top Summer Hits” con le loro rime forbite* e la redazione de “Il Blog del Piera” ha scelto le migliori 5.
Una scelta ardua e difficoltosa, una gara in cui tutti potevano essere quelli giusti a primeggiare, ma che purtroppo ci costringe a fare una selezione.

Qui mettiamo un culo che fa audience

Ma cosa perdiamo tempo in chiacchere??!!?? Andiamo con le classifica! LEEEET’S GOOOOO!!!!

NOTA DI REDAZIONE: cliccando sul nome dell’artista si sarà re-indirizzati alla sua canzone

*forbite vuol dire tipo eleganti, roba che poi ridici alle ragazze e ci stanno

GLI ESCLUSI:
Ci sono stati artisti che non sono rientrati in classifica per motivi vari e differenti, il primo su tutti è che le loro canzoni fanno veramente schifo al cazzo. Parliamo di:

QUELLI CHE PER UN POCO NON CE LA FACEVANO:
Parliamo di coloro che hanno fatto una canzone che schifo non fa, ma c’è chi ha fatto meglio. E sono:

  • Fabri Fibra, che forse se non coinvolgeva i Thegiornalisti entrava in Top 5;
  • Francesco Gabbani, che però quest’anno ha vinto Sanremo e non può fare tutto lui;
  • Tiziano Ferro ed i suoi milioni di cornetti Algida messi nel video della canzone;
  • Jake La Furia, che povero, si impegna ma più di lì non può arrivare.

E adesso che ci siamo tolti dalle scatole tutti gli esclusi, possiamo passare al pezzo forte dell’articolo:

LA TOP 5 DELLE HITS DELL’ESTATE SCELTE DAL GIUDIZIO INSINDACABILE DELLA REDAZIONE DE “IL BLOG DEL PIERA”:

# 5: BABY K feat. ANDRES DVICIO – VOGLIO BALLARE CON TE
Musica orecchiabile senza errori grammaticali e frasi forzate nel testo. Merita il quinto posto.

# 4: FABIO ROVAZZI feat. GIANNI MORANDI – VOLARE
La bruttezza di Rovazzi è inversamente proporzionale alle sue strategie di marketing, il che lo rende un genio in questo campo. prende il meglio dei social e lo infila in una canzone. Il fatto che, sotto sotto, siamo tutti innamorati di Anna rende tutto più piacevole.

# 3: LUIS FONSI feat. DADDY YANKEE – DESPACITO
3 miliardi e mezzo di visualizzazioni nel momento in cui scriviamo, record assoluto di Youtube. Chiunque l’ha canticchiata almeno una volta, ha coinvolto i The Jackal, è già un classico dei mariachi cubani e, anche se la odiate, vi rimane in testa.

# 2: LEVANTE feat. MAX GAZZÈ – PEZZO DI ME
Di Levante si ricordano solo canzone in cui offende presunti ex. Però ha il buon gusto di essere orecchiabili e di chiedere a Max Gazzè di collaborare.

Ed ora, al numero uno della nostra estate, si colloca…..

[RULLO DI TAMBURI]

# 1: SHADE – BENE MA NON BENISSIMO
Vito Ventura, in arte Shade, vince l’estate con un pezzo ascoltabile, ballabile, mai pensante per le orecchie anche di chi non apprezza il genere e soprattutto che prende in giro chi fa l’artistico, i 40enni, gli hipster ed i tegami, cioè le categorie che tutti noi odiamo.
Poi “bene, ma non benissimo, era una delle espressioni preferite di Federico Buffa, vogliamo credere che il titolo sia un tributo all’Avvocato.

Finisce così la nostra Top 5 dell’estate 2017.
Alla prossima estate regaz!

 

Estoy Cubano

Arrivi a L’Avana dopo 12 ore e mezzo di aereo.
L’Avana puzza di smog, è umida, è sporca. Insomma fa schifo appena la vedi.
Così inizia la vacanza nelle terre della Revolucion.
Poi vivi L’Avana Veja: palazzi decadenti affiancati a palazzoni appena ristrutturati.
Cassonetti a cielo aperto a 200 metri da alberghi di lusso.
Chrysler degli anni 50 che lasciano nuvoloni neri di smog, autobus arrugginiti strapieni, cavalli a trotto, cani e gatti randagi.
Stili architettonici ammassati a caso.
E fa caldo, molto caldo.
E, inspiegabilmente, ti innamori della città, delle sue persone e della sua storia.
No, non riuscirete a spiegare a chi non ci è stato perché amate Cuba, perché volete tornarci il prima possibile e perché L’Avana vi manca da morire.
I Cubani sono strani, non ci siete abituati.

Ti fermano per parlare, non per truffarti, né per farti chissà che cosa, sono semplicemente tutti grandi chiaccheroni e basta.
Perché quasi tutti hanno un amico o parente che vive in Italia ed ovviamente tu, di Prato (o di Firenze, quando ti guardano strano quando dici che sei pratese) sicuramente hai presente quel ragazzo cubano che da 3 anni vive a Torino e si è sposato con una ragazza di Salerno. Ecco, quel ragazzo è figlio della donna che ti ha appena fermato per chiederti se sei spagnolo.
I Cubani hanno una sola vera religione: la S. Trinità del XIX secolo: Castro-Guevara-Cienfuegos.
E ci tengono un sacco a farvelo notare. Tornerete a casa che sarete un po’ rivoluzionari anche voi.

Non starò qui a inoltrarmi su discorsi politico-culturali, ne trovate di scritti meglio e più approfonditi altrove.

Tre raccomandazioni:

  1. NON mangiate nei posti turistici: costano un sacco di più e si mangia peggio. Il localetto sporco con prezzi modici (qualcuno ha detto aragosta a 12 dollari?) sono i posti in cui dovete mangiare.
  2. Il prossimo anno Raul Castro va in pensione. Voci di corridoio dicono che il successore sarà un giovane più aperto al mondo e meno al socialismo. Andateci prima che i suoi pensieri moderni rovinino tutta l’atmosfera (potrebbero migliorare la vita dei cubani, ma concedetemi l’egoismo del turista).
  3. Evitate come la peste villaggi turistici: se ogni 10 minuti non vedete una scritta o un murales che inneggiano alla Rivoluzione, non siete a Cuba, siete in un posto posticcio.

O pueblo, o muerte!

Non ci sono più i cereali di una volta

La società di oggi ormai è marcia, stanca, spompata da ogni speranza e fiducia.
La società di oggi non ha più obiettivi a lungo termine, non sa progettualizzarsi, non ha una retta via da seguire.
La società di oggi guarda al passato con ammirazione, nostalgia e consapevolezza che non sarà mai come quella di una volta.

No, non sono un populista, sono una realista. E ve lo dimostrerò con i fatti.

Quando ero ragazzino facevo colazione con i corn flakes, così come adesso.
Quando ero ragazzino compravo sempre marche diverse di corn flakes, per assaggiare un po’ tutto e variare un po’ la colazione, così come adesso.
Quando ero ragazzino sceglievo anche in base alla moltitudine di sorprese che trovavo nella confezione. Vorrei fare così anche adesso, ma non posso.

Le sorprese dei cereali per la colazione sono lo spettro della società.
Nella mia gioventù ce ne erano a migliaia, di ogni tipo, dimensione, forma e colore. Dovevi essere scaltro ed ingozzarti di cereali la mattina perché venivano periodicamente cambiate e rinnovate, seguendo le mode e gli eventi del mondo.
Usciva un nuovo film: sorpresa a tema.
C’era i mondiali/europei di calcio: sorpresa a tema.
Una novità tecnologica avanzava: sorpresa a tema.
Iniziava la scuola: sorpresa a tema.
Natale, Pasqua, Halloween, Ferragosto: sorpresa a tema.
Succedeva un fatto inultile di cui non importava nulla a nessuno. comunque sorpresa a tema.

Oggi invece il baratro: le sorprese non ci sono e se ci sono fanno schifo al cazzo oppure sono merdose…
Alcuni esempi di sorprese del bimestre giugno/luglio 2017:

  • App inutili e sfigate da scaricare (che NON sono sorprese)
  • Giochino di Frozen (film del 2013 che non s’incula più nessuno dal 2014)
  • Roba dei Power Rangers (film del 2017 ma che non si è mai inculato nessuno) da scaricare sul sito
  • Scatola da ritagliare che, con chilometri di scotch, diventa uno squalo, anche se poi devi scaricare una app e comunque lo squalo sembra più un salmone (vedi esempio sotto)
  • Cucchiaio con la cannuccia (lo stesso del 2015 che ho nel cassetto a casa)

Il mondo è senza futuro. la rinascita può e deve partire dagli addetti marketing delle aziende di cereali per la colazione. A voi, Signori, affidiamo le nostre speranze ed i nostri sogni.
Non deludeteci.
Non un’altra volta almeno.

Guarda che inciampi

Quante musate abbiamo tirato in terra inciampando sulle stringhe delle scarpe sciolte?
Io, in realtà, nessuna che ricordi, ma è tutt’ora uno degli incubi di mia madre quando mi vede con le scarpe sciolte.
Per questo e soprattutto per fatica di chinarsi ad allacciarle ogni volta, tengo le scarpe sempre col doppio nodo un pochino lento, in modo da poterle toglierle e metterle senza scioglierle.
Ho sempre fatto il doppio nodo nello stesso identico modo, da ormai quasi 29 anni.

Anno scorso però ho notato che Ivan, uno dei ragazzi che “educavo” in qualità di capo scout si faceva il doppio nodo in maniera diversa. Discutendo con lui di nodi, ovviamente ognuno sottolineava la maggiore efficacia del proprio metodo rispetto a quello altrui, senza giungere ad una conclusione che potesse sentenziare chi fosse nella ragione.

È tempo quindi di esperimenti!!!!!

Punto 1:
Definire i due metodi di allacciamento.
Questo è il metodo Piera:

Incrociando solo i due fiocchi

E questo è il metodo Ivan:

Incrociando fiocchi e lacci insieme

Punto 2:
Svolgimento dell’esperimento:
Per un mese allaccerò una scarpa con un modo, l’altra con l’altro (e ci metto pure una brutta ripetizione lessicale). Poi farò all’incontro.
la scarpa destra è più sollecitata della sinistra quindi ogni modo di allacciare deve affrontare la prova “Scarpa destra”.

Punto 3:
trovare la voglia di scrivere una tabella e riportare tutto sul blog.
Legenda:
– Data: quando si è sciolta
– Scarpa sinistra: se si è sciolto il nodo della sinistra e con che metodo era allacciata
– Scarpa destra: idem come sopra ma a destra

Punto 4:
Tirare le conclusioni:
In due mesi il metodo mio si è sciolto 10 volte, quello di Ivan 5.
Insomma aveva ragione lui…

Antologia del buon umore – Il Giglio

Dopo soli 3 mesi di attesa, torna la scopiazzatura della rubrica più bella del settimanale più ganzo del mondo: “l’Antologia del buon umore” della Settimana Enigmistica.

Dopo la parte sull’esame di micotossine, rimaniamo in tema “Università”.
Il Giglioli era uno dei miei compagni di banco preferiti e spesso e volentieri, durante le lezioni di marketing, ci sedevano accanto. Non tanto per commentare i rudimenti della disciplina, ma soprattutto per condividere insieme il fatto che insieme a noi partecipava alla stessa lezione la classe dell’anno successivo (programma di studi diverso che metteva marketing al terzo anno a noi e al secondo per gli altri). Oggettivamente parlando l’altra classe aveva una quantità e qualità di presenza femminile superiore alla nostra, quindi nonostante non fregasse a quasi nessuno degli argomenti trattati, le lezioni di marketing erano sempre ben partecipate.
Durante le lezioni, il Giglioli inventava, io mettevo nero su bianco, tra i vari appunti, le sue idee:


Questa fu la prima, di altre vignette. Non cogliendo ancora la potenzialità della cosa, non mettemmo una citazione scientifica. Stavamo sperimentando, eravamo giovani ed inesperti. La citazione nel tratto di Tōru Fujisawa, nello specifico del suo personaggio di Eikichi Onizuka (GTO), si vede male, ma c’è..

“Ergotica”, termine che deriva dalla fusione di erotica ed ergodica. Per ergodica s’intende quando di processo o sistema in cui la media, nel tempo, delle grandezze fisiche che lo descrivono coincida con la media calcolata su un insieme di stati possibili del processo o del sistema stesso.

La salificazione è la trasformazione in un sale ottenuta mediante reazione chimica tra un acido e una base. Inoltre era appena uscito il gangnam style, è ci sembrava giusto celebrare.

Il gangnam style superava le 2 miliardi di visualizzazioni su youtube e noi lo abbiamo festeggiato com’era giusto che fosse.
Il licopene è carotenoide, cioè pigmento dei frutti di pomodoro e di altri vegetali. È anche un additivo alimentare usato come colorante e identificato dalla sigla E160d.

Col buon Giglioli abbiam finito.
Stay tuned for more..

Segui la racconta completa di questa simpatica iniziativa:

Punti di vista intimi

Ieri sono stato a fare rimuovere un piccolo fibroma cutaneo. Un intervento semplicissimo e veloce.
Certo se quello prima di me non fosse svenuto durante la rimozione di una verruca non avrei dovuto aspettare quasi un’ora, ma in definitiva non ho niente di cui lamentarmi.
Su per giù l’intervento si è svolto così:

  1. Piccola puntura di anestesia.chirurgo-gif
  2. Taglio del fibroma.
  3. Cauterizzazione della ferita.
  4. Disinfezione e fasciatura della zona.

Quattro semplici fasi.
Una prassi abbastanza noiosa sia per me che l’ho subita, sia per la dottoressa che l’ha effettuata. Tuttavia ho notato che ogni persona interpreta il mondo a modo suo. In tutta la giornata chi mi stava intorno ha riadattato la storia (me compreso), in base al proprio livello emotivo oppure in base a chi ha di fronte.

Ecco gli 8 esempi di come una storia può cambiare:

1 – Raccontata da mio padre (solido esempio di praticità e poche parole):come-saldare-saldatura-elettrica-filo

  1. Gli hanno tagliato il coso (cosa che potevo fare anch’io col coltello per gli innesti).
  2. Gli hanno bruciato dove era tagliato (cosa che potevo fare anch’io con la punta del saldatore).
  3. C’ha speso 24 euro (io glielo avrei fatto per meno)

2 – Raccontata da mia madre (apprensiva e ansiosa):

  1. Prima gli hanno fatto male con l’anestesia.
  2. Poi hanno tagliato via tutto, vedessi il sangue come scorreva. Stai a vedere gli sporca i pantaloni, tanto mica li lava lui..
  3. Poi l’hanno medicato (male)
  4. Morirà d’infezione.

3 – Raccontata da mia nonna (che comincia ad avere vuoti di memoria):

  1. Dovrebbe essere stato all’ospedale.
  2. Dovrebbero averlo operato a qualcosa.
  3. Dopo un’ora era già a casa, io boh…)

4 – Raccontata da una vecchia qualsiasi (in perenne gara su chi ha più sciagure):massimo-giletti-2

  1. Anche alla mia nipote gliel’hanno fatta.
  2. Lei fu brava non si lamentò per nulla.
  3. La cognata della signora del palazzo accanto ci è morta di questa roba.
  4. Un professore da Giletti ha detto che queste cose vanno levate subito se no diventano tumori

5 – Raccontata da un maschio alfa (che deve confermare il suo ruolo nel branco):

  1. Sono entrato e la dottoressa mi ha detto sorridendo: “Spogliati”.
  2. Quasi un’ora siamo stati lì (condendo il tutto con ammicchi e sorrisini).

6 – Raccontata da un maschio alfa (che invece deve impressionare la polla di turno):

  1. Bisturi alla mano, hanno rimosso la parte da togliere.
  2. Anestesia? Non so cosa sia…
  3. Male? Ma no, quando esco con i miei fratelli facciamo di peggio.
  4. 18 punti. Me li sono già levati da solo

7 – Come la racconto io:

  1. Intervento ok.
  2. Mi tira un po’ la medicazione

8 – Come la racconto io, mandando un messaggio vocale che viene ascoltato anche in presenza di estranei (è successo davvero):

  1. Il coso me l’hanno levato, tutto ok.
  2. Mi hanno messo il cerotto che si è attaccato ai peli del culo. Tutte le volte che faccio un movimento, maremma cane, sentissi come mi strappa i peli del culo, un male sto cazzo di cerotto. Infermiera di merda!
  3. No, te non puoi capire. Mi metto a sedere e mi si strappano i peli del culo. Ma tu guarda se posso vivere così. Vaffanculo ai cerotti, alla colla e a chi l’inventò!