Homebrewing de noaltri (Parte seconda)

Ci eravamo lasciati con un pentolone caldo e pieno di mosto pronti e carichi ad affrontare la parte più noiosa del procedimento (ovviamente con “la faccio domani” intendevo “tra 8 giorni”):

FASE 9: FILTRAZIONE:

Non ci provate, per l'amor di Dio non lo fate!

Non ci provate, per l’amor di Dio non lo fate!

Prendete il sacco filtrante se volete perdere molto tempo a fare questa cosa, oppure prendete una maglietta di cotone se volete perdere molto molto molto moltissimo tantissimo tempo.
In entrambi i casi dovete filtrare il liquido del mosto per separarlo da tutti i chicchi e polveri che ci sono nel nostro pentolone. Poiché ho ancora gli incubi di quando provai a farlo con la maglietta vi allego solo una foto di quel nefasto pomeriggio ma non vi dirò cosa e come farlo. Perché vi voglio bene.

Prendete il sacco filtrante e e mettetelo a scolare sopra il pentolone su cui farete la fase 10.
Costruite se ci riuscite una specie di sostegno in modo da tenere il sacco sopra la pentola in maniera stabile tipo così:

Tipo: io ho usato un cestello che era nell'armadietto dell'asse da stiro

Tipo: io ho usato un cestello che era nell’armadietto dell’asse da stiro

All’inizio filtrerà leggermente lento poi gocciolerà scarsamente. Considerate che questa fase può durare anche 3 ore e più. Durante la filtrazione faremo anche il lavaggio delle trebbe (i grani di malto da cui abbiamo estratto il mosto). Aggiungete via via un po’ di acqua (meglio se calda) in modo da avere un dito di liquido al massimo sopra i grani. Se ne mettete di più potreste rischiare di smuovere troppo le trebbie e vi colerebbe solo acqua dal sacco. E noi questo non lo vogliamo.
Smettiamo di fare continui lavaggi finché nella pentola non ci sono i litri di futura birra che vogliamo ottenere (20 in questo caso).

FASE 10: BOLLITURA:
Mettiamo il pentolone sul fuoco e portiamolo ad ebollizione. Dal momento in cui inizia a bollire ci deve stare un’ora durante la quale il nostro prodotto viene completamente sterilizzato. Inoltre durante questa fase si aggiungono i luppoli ed eventuali aromi (miele, castagna, mela, stocazzo) che vogliamo dare alla birra. Vi ricordate i conti fatti per scegliere quando mettere i luppoli? Ora vanno presi in mano.
Buttate la giusta quantità di luppoli nel momento esatto! (dai che era ovvia questa cosa!)
I conti sono fatti considerando luppoli in pellet. Con luppoli in foglia, consiglio quasi di raddoppiare le dosi.

Luppoli in foglia

Luppoli in foglia

2015-11-01 18.54.00

Luppoli in pellet

 

 

 

 

 

FASE 11: RAFFREDDAMENTO:
Aspettate che una volta finita la fase della bollitura il tutto si raffreddi.
Potete ingannare l’attesa guardandovi Toy Story rifatto completamente in live action:

FASE 12: FERMENTAZIONE:
Travasiamo il nostro mosto raffreddato nel fermentatore.
Con “fermentatore” ovviamente intendo un bidone con due fori: uno sopra dove metteremo uno sfiatatoio/gorgogliatore che farà uscire l’aria ma non entrare ed uno in basso con un rubinetto che ci servirà tantissimo più in là. Serve inoltre un striscia termometro sopra.
Lasciate la fondata dei luppoli nel pentolone, cercando di farne andare il meno possibile nel bidone della fermentazione. Se ce ne va un po’, pazienza, dopo si rimedia…
Quando avremo un temperatura compresa tra i 18°C ed i 20°C (massimo 22°C) aggiungiamo il lievito (una bustina da 5 gr.) e sigilliamo il tutto.2015-11-01 23.10.55

Fondamentale: la temperatura DEVE rimanere costante a 18-20°C quindi il bidone va posizionato in un ambiente in cui la temperatura rimane costante SEMPRE a 18-20°C.
Io lo tengo in camera mia durante le stagioni più fredde dove, grazie ai riscaldamenti, la temperatura rimane sui 19°C.
Dopo circa 24-36 il gorgogliatore inizierà a gorgogliare appunto. I lieviti hanno iniziato a lavorare! ❤
I lieviti sono dei Saccharomyces cerevisiae: sono organismi con metabolismo anaerobio facoltativo, ossia il ricavo di energia può essere ottenuto o tramite un processo aerobico (con ossigeno), cioè la respirazione) o tramite un processo anaerobico (senza ossigeno), ovvero la fermentazione alcolica. In pratica: all’inizio, con l’ossigeno, produrranno anidride carbonica, appena finisce sarà prodotto etanolo (l’alcol).
La fermentazione dura un paio di settimane (TENETE LA PORTA DELLA CAMERA SEMPRE APERTA, soprattutto se ci vivete/dormite dentro), ma dopo la prima settimana dobbiamo fare una cosa importante, ma lunga e noiosa che spiegherò nella parte 3.

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2 thoughts on “Homebrewing de noaltri (Parte seconda)

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