L’assignment “accolturato”

In ritardo sugli assignment, visto che sono stato senza computer per 8 giorni, voglio parlare dell’articolo “Coltivare le connessioni” partendo proprio dal danno al mio pc.

Con il post precedente ho chiesto aiuto per un problema e ciò mi ha dato l’input per capire il significato della crescita personale sfruttando l’esperienza diretta e le conoscenze altrui. L’aiuto che ho ricevuto da persone che non conosco (o almeno la maggior parte di loro) mi ha fatto capire come coltivare le connessioni con il mondo possa essere utile non necessariamente a risolvere il problema, ma almeno a confrontarti con qualcuno con cui condividere esperienze ed idee  e penso che questo sia un grande pregio che può offrire internet: creare una rete in cui tutti possono essere sia “il problema” sia “la soluzione”. Ed è proprio grazie a questa condivisione che Linux è nato, che l’IBM continua a fare valangate di soldi e io ho potuto conoscere aspetti della vita dei miei “blogcompagni” che probabilmente senza questa rete non avrei avuto la possibilità di apprendere.

Volevo anche aggiungere una cosa sulla scolarizzazione: soprattutto all’inizio della mia carriera scolastica mi sono chiesto per quale motivo dovevo stare ore e ore sui libri a memorizare cose che poi magari non avrei potuto mettere in pratica o almeno avrei potuto sfruttare un giorno…  Due anni fa ho fatto un corso all’autodromo del Mugello per diventare ufficiale di percorso:  il corso teorico durò un’oretta compresi biscotti e spumante perchè “la maggior parte delle cose le imparerete in pista, visto che esistono dei protocolli da rispettare ma ogni situazione va vissuta per essere capita” che è un po’ lo stesso discorso del prof alla conferenza di martedì scorso riguardo allo studio dell’anatomia. La cosa mi trova abbastanza d’accordo: vedo abbastanza inutile la teoria se non è seguita subito dalla pratica che, indubiamente, aiuta a capire la teoria. E sotto questo aspetto vedo tante lacune della scolarizzazione del mondo d’oggi…

Visto che con questa frase supero le 300 parole la smetto qui. Se mi viene in mente altro aprirò un altro post.

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2 thoughts on “L’assignment “accolturato”

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