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Non ci sono più i cereali di una volta

La società di oggi ormai è marcia, stanca, spompata da ogni speranza e fiducia.
La società di oggi non ha più obiettivi a lungo termine, non sa progettualizzarsi, non ha una retta via da seguire.
La società di oggi guarda al passato con ammirazione, nostalgia e consapevolezza che non sarà mai come quella di una volta.

No, non sono un populista, sono una realista. E ve lo dimostrerò con i fatti.

Quando ero ragazzino facevo colazione con i corn flakes, così come adesso.
Quando ero ragazzino compravo sempre marche diverse di corn flakes, per assaggiare un po’ tutto e variare un po’ la colazione, così come adesso.
Quando ero ragazzino sceglievo anche in base alla moltitudine di sorprese che trovavo nella confezione. Vorrei fare così anche adesso, ma non posso.

Le sorprese dei cereali per la colazione sono lo spettro della società.
Nella mia gioventù ce ne erano a migliaia, di ogni tipo, dimensione, forma e colore. Dovevi essere scaltro ed ingozzarti di cereali la mattina perché venivano periodicamente cambiate e rinnovate, seguendo le mode e gli eventi del mondo.
Usciva un nuovo film: sorpresa a tema.
C’era i mondiali/europei di calcio: sorpresa a tema.
Una novità tecnologica avanzava: sorpresa a tema.
Iniziava la scuola: sorpresa a tema.
Natale, Pasqua, Halloween, Ferragosto: sorpresa a tema.
Succedeva un fatto inultile di cui non importava nulla a nessuno. comunque sorpresa a tema.

Oggi invece il baratro: le sorprese non ci sono e se ci sono fanno schifo al cazzo oppure sono merdose…
Alcuni esempi di sorprese del bimestre giugno/luglio 2017:

  • App inutili e sfigate da scaricare (che NON sono sorprese)
  • Giochino di Frozen (film del 2013 che non s’incula più nessuno dal 2014)
  • Roba dei Power Rangers (film del 2017 ma che non si è mai inculato nessuno) da scaricare sul sito
  • Scatola da ritagliare che, con chilometri di scotch, diventa uno squalo, anche se poi devi scaricare una app e comunque lo squalo sembra più un salmone (vedi esempio sotto)
  • Cucchiaio con la cannuccia (lo stesso del 2015 che ho nel cassetto a casa)

Il mondo è senza futuro. la rinascita può e deve partire dagli addetti marketing delle aziende di cereali per la colazione. A voi, Signori, affidiamo le nostre speranze ed i nostri sogni.
Non deludeteci.
Non un’altra volta almeno.

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Guarda che inciampi

Quante musate abbiamo tirato in terra inciampando sulle stringhe delle scarpe sciolte?
Io, in realtà, nessuna che ricordi, ma è tutt’ora uno degli incubi di mia madre quando mi vede con le scarpe sciolte.
Per questo e soprattutto per fatica di chinarsi ad allacciarle ogni volta, tengo le scarpe sempre col doppio nodo un pochino lento, in modo da poterle toglierle e metterle senza scioglierle.
Ho sempre fatto il doppio nodo nello stesso identico modo, da ormai quasi 29 anni.

Anno scorso però ho notato che Ivan, uno dei ragazzi che “educavo” in qualità di capo scout si faceva il doppio nodo in maniera diversa. Discutendo con lui di nodi, ovviamente ognuno sottolineava la maggiore efficacia del proprio metodo rispetto a quello altrui, senza giungere ad una conclusione che potesse sentenziare chi fosse nella ragione.

È tempo quindi di esperimenti!!!!!

Punto 1:
Definire i due metodi di allacciamento.
Questo è il metodo Piera:

Incrociando solo i due fiocchi

E questo è il metodo Ivan:

Incrociando fiocchi e lacci insieme

Punto 2:
Svolgimento dell’esperimento:
Per un mese allaccerò una scarpa con un modo, l’altra con l’altro (e ci metto pure una brutta ripetizione lessicale). Poi farò all’incontro.
la scarpa destra è più sollecitata della sinistra quindi ogni modo di allacciare deve affrontare la prova “Scarpa destra”.

Punto 3:
trovare la voglia di scrivere una tabella e riportare tutto sul blog.
Legenda:
– Data: quando si è sciolta
– Scarpa sinistra: se si è sciolto il nodo della sinistra e con che metodo era allacciata
– Scarpa destra: idem come sopra ma a destra

Punto 4:
Tirare le conclusioni:
In due mesi il metodo mio si è sciolto 10 volte, quello di Ivan 5.
Insomma aveva ragione lui…

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Antologia del buon umore – Il Giglio

Dopo soli 3 mesi di attesa, torna la scopiazzatura della rubrica più bella del settimanale più ganzo del mondo: “l’Antologia del buon umore” della Settimana Enigmistica.

Dopo la parte sull’esame di micotossine, rimaniamo in tema “Università”.
Il Giglioli era uno dei miei compagni di banco preferiti e spesso e volentieri, durante le lezioni di marketing, ci sedevano accanto. Non tanto per commentare i rudimenti della disciplina, ma soprattutto per condividere insieme il fatto che insieme a noi partecipava alla stessa lezione la classe dell’anno successivo (programma di studi diverso che metteva marketing al terzo anno a noi e al secondo per gli altri). Oggettivamente parlando l’altra classe aveva una quantità e qualità di presenza femminile superiore alla nostra, quindi nonostante non fregasse a quasi nessuno degli argomenti trattati, le lezioni di marketing erano sempre ben partecipate.
Durante le lezioni, il Giglioli inventava, io mettevo nero su bianco, tra i vari appunti, le sue idee:


Questa fu la prima, di altre vignette. Non cogliendo ancora la potenzialità della cosa, non mettemmo una citazione scientifica. Stavamo sperimentando, eravamo giovani ed inesperti. La citazione nel tratto di Tōru Fujisawa, nello specifico del suo personaggio di Eikichi Onizuka (GTO), si vede male, ma c’è..

“Ergotica”, termine che deriva dalla fusione di erotica ed ergodica. Per ergodica s’intende quando di processo o sistema in cui la media, nel tempo, delle grandezze fisiche che lo descrivono coincida con la media calcolata su un insieme di stati possibili del processo o del sistema stesso.

La salificazione è la trasformazione in un sale ottenuta mediante reazione chimica tra un acido e una base. Inoltre era appena uscito il gangnam style, è ci sembrava giusto celebrare.

Il gangnam style superava le 2 miliardi di visualizzazioni su youtube e noi lo abbiamo festeggiato com’era giusto che fosse.
Il licopene è carotenoide, cioè pigmento dei frutti di pomodoro e di altri vegetali. È anche un additivo alimentare usato come colorante e identificato dalla sigla E160d.

Col buon Giglioli abbiam finito.
Stay tuned for more..

Segui la racconta completa di questa simpatica iniziativa:

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Punti di vista intimi

Ieri sono stato a fare rimuovere un piccolo fibroma cutaneo. Un intervento semplicissimo e veloce.
Certo se quello prima di me non fosse svenuto durante la rimozione di una verruca non avrei dovuto aspettare quasi un’ora, ma in definitiva non ho niente di cui lamentarmi.
Su per giù l’intervento si è svolto così:

  1. Piccola puntura di anestesia.chirurgo-gif
  2. Taglio del fibroma.
  3. Cauterizzazione della ferita.
  4. Disinfezione e fasciatura della zona.

Quattro semplici fasi.
Una prassi abbastanza noiosa sia per me che l’ho subita, sia per la dottoressa che l’ha effettuata. Tuttavia ho notato che ogni persona interpreta il mondo a modo suo. In tutta la giornata chi mi stava intorno ha riadattato la storia (me compreso), in base al proprio livello emotivo oppure in base a chi ha di fronte.

Ecco gli 8 esempi di come una storia può cambiare:

1 – Raccontata da mio padre (solido esempio di praticità e poche parole):come-saldare-saldatura-elettrica-filo

  1. Gli hanno tagliato il coso (cosa che potevo fare anch’io col coltello per gli innesti).
  2. Gli hanno bruciato dove era tagliato (cosa che potevo fare anch’io con la punta del saldatore).
  3. C’ha speso 24 euro (io glielo avrei fatto per meno)

2 – Raccontata da mia madre (apprensiva e ansiosa):

  1. Prima gli hanno fatto male con l’anestesia.
  2. Poi hanno tagliato via tutto, vedessi il sangue come scorreva. Stai a vedere gli sporca i pantaloni, tanto mica li lava lui..
  3. Poi l’hanno medicato (male)
  4. Morirà d’infezione.

3 – Raccontata da mia nonna (che comincia ad avere vuoti di memoria):

  1. Dovrebbe essere stato all’ospedale.
  2. Dovrebbero averlo operato a qualcosa.
  3. Dopo un’ora era già a casa, io boh…)

4 – Raccontata da una vecchia qualsiasi (in perenne gara su chi ha più sciagure):massimo-giletti-2

  1. Anche alla mia nipote gliel’hanno fatta.
  2. Lei fu brava non si lamentò per nulla.
  3. La cognata della signora del palazzo accanto ci è morta di questa roba.
  4. Un professore da Giletti ha detto che queste cose vanno levate subito se no diventano tumori

5 – Raccontata da un maschio alfa (che deve confermare il suo ruolo nel branco):

  1. Sono entrato e la dottoressa mi ha detto sorridendo: “Spogliati”.
  2. Quasi un’ora siamo stati lì (condendo il tutto con ammicchi e sorrisini).

6 – Raccontata da un maschio alfa (che invece deve impressionare la polla di turno):

  1. Bisturi alla mano, hanno rimosso la parte da togliere.
  2. Anestesia? Non so cosa sia…
  3. Male? Ma no, quando esco con i miei fratelli facciamo di peggio.
  4. 18 punti. Me li sono già levati da solo

7 – Come la racconto io:

  1. Intervento ok.
  2. Mi tira un po’ la medicazione

8 – Come la racconto io, mandando un messaggio vocale che viene ascoltato anche in presenza di estranei (è successo davvero):

  1. Il coso me l’hanno levato, tutto ok.
  2. Mi hanno messo il cerotto che si è attaccato ai peli del culo. Tutte le volte che faccio un movimento, maremma cane, sentissi come mi strappa i peli del culo, un male sto cazzo di cerotto. Infermiera di merda!
  3. No, te non puoi capire. Mi metto a sedere e mi si strappano i peli del culo. Ma tu guarda se posso vivere così. Vaffanculo ai cerotti, alla colla e a chi l’inventò!
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Le valanghe nel cervello

Partiamo da qui:

http://www.nextquotidiano.it/la-valanga-degli-insulti-giorgia-galassi-la-sopravvissuta-dellhotel-rigopiano/

Letto? Bene.

Riassunto:
Giorgia Galassi viene travolta dalla valanga a Rigopiano.
Lei ed il fidanzato rimangono sotto la neve per 2 giorni e mezzo.
Senza potersi muovere.
Senza cibo.
Bevendo neve per evitare la disidratazione.
Viene estratta e salvata.

Dodici (12!) giorni prima della tragedia posta su Facebook una foto mentre sorride in mezzo alla neve.
Un’amica da Londra le manda un regalo. Posta la foto.
Com’è normale che sia, un sacco di persone sono felici per lei e rincuorate dal sapere che ce l’ha fatta.

Poi arriva LAGGENTE.

[domanda: cosa vuol dire LAGGENTE?
risposta: un’orda di mentecatti con forse la licenza elementare che, per non si sa quale motivo, è convinta che la propria opinione valga qualcosa ed, invece di rendersi produttivi per la collettività, decide di passare le giornate su internet, non a scaricare porno come le persone normali, ma a dire come la pensano con un’arroganza ed una violenza che non gli dovrebbe competere]

E niente.. LAGGENTE si dimentica dell’esistenza di siti del calibro di Pornhub, Redtube, Xhamster, Xvideos, Porntrex, FlyingJizz, Spankbang, ecc…. e decide di seppellire nuovamente Giorgia, con ignoranza, arroganza e meschinità.
La foto di due settimane prima la tragedia è fuoriluogo (Giorgia, anche te, prevedila una valanga, suvvia).
Il regalo dell’amica è inopportuno (Monika, te poi, ti metti a fare regali per far sentire la tua vicinanza ed amicizia ad una persona…).
E LAGGENTE si indigna, perché Giorgia dovrebbe passare le giornate a piangere e disperarsi. A pensare che forse nemmeno meritava di essere salvata.

Lui/lei deve essere il capo dell'orgia di mentecatti

Lui/lei deve essere il capo dell’orgia di mentecatti

Solidarietà a Giorgia, ma soprattutto, solidarietà a chi divide una parte della propria vita con LAGGENTE.
E tanta, ma tanta, commiserazione per LAGGENTE.
Vi compatisco e vi abbraccio forte.
So quanto è difficile per voi la vita.
E che potrà solo peggiorare (o almeno lo spero).

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Andreotti

È ufficialmente iniziato il 2017.

È ufficialmente finito il 2016: l’anno in cui, a detta di molti, c’è stata una strage di personaggi famosi.
E tutti a dare la colpa al povero 2016, che me lo immagino lì, nella sua stanzetta, ormai in pensione, con le lacrime agli occhi per una colpa non sua.

Perché sì, la causa di tutte queste morti è molto più grande del 2016 stesso.
Colui che ha procurato tutte questi decessi fugge dal concetto di tempo e di spazio.
LA CAUSA DI TANTO DOLORE È LUI:

andre

Giulio Andreotti è morto il 6 maggio del 2013 alla tenera età di 94 anni.
O meglio, è stato promosso ad un ministero più importante. Quello che sembrava un tragico evento si è rivelato invece essere una promozione, un’ascesa ad un potere maggiore.
Andreotti non è morto, ha solo accettato l’incarico al “Ministero delle Morti Eccellenti™“.
Un Ministero ormai allo sbando che necessitava di nuova linfa e crudeltà. Un ruolo che solo l’ex presidente della repubblica poteva svolgere.

Qui riportiamo il lavoro del “Ministero delle Morti Eccellenti™” nei tre anni antecedenti all’insediamento del Giulio nazionale e nei tre successivi:

20102010: una quindicina di morti. Un anno nella media, con morti ben diluite nell’arco dei 12 mesi.

20112011: In leggera flessione rispetto all’anno precedente, ma comunque almeno un VIP morto al mese è stato garantito.

20122012: anno pericolosamente sotto la media

2013-aa2013 a.A. (ante Andreotti) 6 morti. I risultati poco soddisfacenti portano all’esonero del Ministro in carica che viene sostituito da Giulio Andreotti il 6 maggio.

2013-da2013 d.A. (dopo Andreotti): l’ex senatore a vita si mette subito a lavoro ed in soli 7 mesi supera il fatturato di tutto il 2012.

20142014: Primo anno di Ministero per Andreotti: riesce a superare la media tenuta negli ultimi anni

20152015: l’anno della conferma. Migliora addirittura l’eccellente risultato dell’anno prima.

20162016: l’anno della consacrazione. Raddoppia quasi il numero di vittime, riuscendo a fare meglio del 2010 e 2011 insieme.

Il 2017 è appena iniziato. per il bene vostro e di chi vi vuole bene: NON DIVENTATI FAMOSI!
O Lui vi colpirà.

giulio-andreotti

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Antologia del buon umore – l’esame di micotossine

Prosegue la rassegna che copia il quarto d’ora di semplice felicità de La Settimana Enigmistica.
Qualche anno fa detti l’esame di micotossine all’università.
Fu uno dei pochi esami che studiai a casa, invece che andare in biblioteca. A casa avevo molte più distrazioni, quindi di solito evitavo. Questo esame invece lo studiai a casa perché era inverno, l’esame era abbastanza semplice e non avevo voglia di affrontare il freddo per andare a studiare altrove.
Il risultato del esame semplice non fu eccellente, ma in compenso produssi un sacco di disegni stupidi (sotto ad ogni vignetta, vi provo anche a spiegare il perchè):

micotossine-1

Voi non lo sapete perché siete ignoranti, ma esistono un sacco di funghi che noi non vediamo ma che producono un sacco di micotossine. Queste robe possono essere molto tossiche e dannose al punti da causare anche la morte di chi le ingerisce.
Galoppando la vostra ignoranza, vi svelo che anche le muffe sono funghi, così come altre mille cose che normalmente non chiamiamo funghi, tutti con nomi strampalati e lunghissimi e che, dopo un p’ che cercavo di memorizzarli tutti, sono un po’ sbottato, augurando l’estinzione del genere umano a causa proprio dei nostri amici funghetti.
micotossine-2

Le Aflatossine, colpiscono il fegato che, una volta avvelenato, non avrà più tempo per filtrare l’altro veleno a cui di solito lo sottoponiamo: l’alcol.

micotossine-3

Se vi va bene invece, dopo aver ingerito funghi non buoni, la potete risolvere semplicemente vomitando.

micotossine-4

Niente, qui mi sono totalmente distratto dalle micotossine e ho disegnato un uomo molto brutto. Il resto della vignetta si è creato da solo.

ocratosina-a

L’Ocratossina A è una micotossina che si può trovare anche nel vino. Il Milan stava per vendere Kakà ed io speravo che il presidente della società bevesse un po’ di vino ocratossinoso.

E con l’esame di micotossine abbiam finito!

Segui la racconta completa di questa simpatica iniziativa:

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Antologia del buon umore – l’imitazione

Ah, la Settimana Enigmistica, compagna sempre presente dei nostri viaggi in treno, dei pomeriggi estivi, delle ore di religione e filosofia a scuola, delle pause tra una lezione e l’altra all’università. Insomma di tutti quei momenti in cui una persona normale si fracassa le palle dalla noia.
Dove saremmo oggi senza tutti i cruciverba, i rebus, il giochino dove si deve unire i puntini in ordine o quello dove c’è da colorare le zone col pallino? Forse impiccati allo spazio per le valigie sopra il sedile… Ma non lo sapremo mai perché, la Settimana Enigmistica, ci allietava, tenendoci lontani dal suicidio.
Ma più di tutte, a tenerci la mente libera da pensieri lesionisti, erano le vignette umoristiche. Quelle sì che facevano ridere, mica Colorado o Zelig o quel programma dove sono tutti terroni.

Potevo quindi forse esimermi io, fancazzista di professione, nel produrmi in uno dei tanti “tentativi di imitazione” di questo splendido giornale?
E visto che la Settimana Enigmistica costa ben due euro e con sta crisi due euro sono pur sempre una bella spesa, piano piano vi pubblicherò la buffissima collezione di vignette (o almeno quelle che sono riuscito a recuperare/salvare) disegnate durate tutti questi anni di studi/attese/treni/pomeriggi noiosi.

[MESSAGGIO AI NAVIGANTI: chi di voi dovesse ritrovare nel proprio quaderno o libro vignette sceme mie, può fotografarle e mandarmele?]

Ogni volta pubblicherò vignette appartenenti ad uno stesso filone narrativo.
Si comincia con primo, quello che ha ispirato tutto: rifare le vignette che più mi fecero ridere quando le lessi dal mitico settimanale.

Eccole:

L'siola deserta

L’sola deserta

Il banco degli oggetti smarriti

Il banco degli oggetti smarriti

Le ultime parole famose

Le ultime parole famose

 

Seguiranno le seguenti raccolte:

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Lettera alla FRI

Gentilissimi signori della Federazione Italiana Rugby,
 
Sono Marco, 28 anni, di bell’aspetto, tecnologo alimentare, pratese, come Edoardo Gori (non per vantarmi, ma ho fatto le elementari con sua sorella).
A 6 anni ho giocato a rugby qualche mese ma non mi piaceva molto perché ero piccolo piccolo e ne buscavo più che altro.
Negli ultimi tempi, ogni tanto, vado a giocare col Ganugi che organizza ai giardini dove giocano di solito i pakistani a cricket.
Oggi sono stato a Firenze con Scaccioni a vedere l’Italia battere per la prima volta i campioni del Sud Africa, i fenomeni degli Springboks.
In realtà il rugby sarebbe anche bello da vedere. Certo ogni tanto non capisco perché si fermi il gioco ed alcune regole non le comprendo (seriamente, perché non posso togliere il pallone di mano?) ma Ganugi, con molta pazienza, mi spiega sempre i motivi, anche se io continuo a pensarla come voglio.
Tornando a noi che poi divago: oggi ho visto per la prima volta una partita di rugby dal vivo e l’Italia ha vinto. Non contro degli scarsi tipo boh, i Coreani che sono trentesimi nel ranking mondiale, ma contro gente che ha vinto campionati del mondo e che ha fatto il culo agli All-Blacks in diverse occasioni.
Sono convinto sia grazie alla mia aurea positiva ed al mio entusiasmo mostrato oggi in tribuna, quindi sono qui a proporvi il seguente accordo commerciale:
Voi mi assumete come talismano ufficiale. Viaggio con la squadra, la seguo ovunque, mangio, bevo e dormo con la nazionale. Tredicesima e quattordicesima inclusi.
Io, in cambio, continuerò a guidare i nostri ragazzi con grinta ed entusiasmo in tutte le battaglie che affronteremo insieme.
 
Certo di una vostra convocazione per discutere gli estremi del contratto,
Porgo cordiali saluti.
 
Idealmente vostro,
Dott. Marco Pieraccini